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Cappasanta gigante Galiziana

Tre aneddoti da raccontare a tavola per stupire i tuoi ospiti

28 gennaio 2018
 

La cappasanta da sempre rappresenta, insieme all'ostrica, un'icona di femminilità, gusto ed esclusività. Ecco tre curiosità adatte ad intrattenere i tuoi ospiti mentre gusti insieme a loro questo dolce tesoro del mare!

 

Cappasanta o Capasanta?

 

Effettivamente entrambe le pronunce sono corrette, la prima significa Cappa (ovvero mantello) del Santo. Essendo questo mollusco legato all'iconografia del Cammino di Santiago, tutti i pellegrini che completavano il percorso sulle spiagge di Fisterra in Galizia, affiggevano sulle vesti un guscio di Cappasanta. Si dice che la versione con una sola "p" sia una derivazione gergale

 

Sono ricche di colesterolo?

 

La cappasanta è composta dal corallo (lembo arancione) e dal muscolo (detto noce). Essendo il corallo ricco di lipidi, presenta un discreto quantitativo di colesterolo. Se questa parte viene rimossa, la cappasanta diventa addirittura un alimento leggero e poco calorico con un buon contenuto di proteine e sali minerali!

 

Come si consumano?

 

Come tutti i conchigliacei è necessaria della manualità. Essendo un frutto di mare con un'importante muscolatura, è sicuramente più tenace rispetto all'ostrica. Considerando che oltre al corallo e il muscolo, le altre parti anatomiche non sono di interesse gastronomico, il massimo della praticità lo avrai assaggiando la pura noce di cappasanta gigante. La cappasanta gratinata è un must, regina del classico misto di pesce. Il nostro amore per il crudo e l'alta qualità dei prodotti che selezioniamo, ci ha però portato ad apprezzare il piacere di gustarla a carpaccio, per te abbiamo preparato una ricetta semplice e gustosa!